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Domenica 20 Maggio 2012
Case Report N°2

Autori:

Università Vita-Salute, San Raffaele (Mi)
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Corso di Laurea in Igiene Dentale -
Presidente: Prof. E. F. Gherlone

I.R.C.C.S San Raffaele (Mi)
Mi U.O. di Odontoiatria -
Direttore: Prof. E. F. Gherlone

CASE REPORT N°2:
ANALISI RETROSPETTIVA A QUATTRO ANNI DEGLI ESITI DI TRATTAMENTO IMPLANTO-PROTESICO ESEGUITI CON SISTEMATICA WINSIX®

Case Report:

Autori: S.Zandonella Necca, F.Bova, E.F.Gherlone

Sono stati considerati 409 pazienti che nel periodo compreso tra marzo 2006 e marzo 2010 si sono sottoposti a riabilitazione implanto-protesica presso l’Unità Operativa di Odontoiatria dell’I.R.C.C.S San Raffaele di Milano. Complessivamente in questi pazienti sono stati posizionati 1438 impianti Winsix® tutti a superficie BioActive Covering SLA®. Parte di questi pazienti (209), successivamente al carico degli impianti, sono afferiti al programma di mantenimento implantare attivato presso il Centro di Igiene Orale e Prevenzione attivato presso la stessa U.O. di Odontoiatria.

Per ciascun paziente si è proceduto ad analizzare i livelli di esposizione ai fattori di rischio noti per la malattia perimplantare (pregressa parodontite, scarsa igiene orale, diabete, tabagismo, assunzione di bevande alcoliche).

Nei pazienti sottoposti a mantenimento è stato possibile rilevare, per ogni impianto, l’insieme dei parametri clinici e tecnici atti a determinare lo stato di salute del sito implantare (profondità di sondaggio, sanguinamento al sondaggio, segni radiografici di riassorbimento dell’osso di supporto, mobilità).

Analisi dei dati. Su 1438 impianti posizionati, 32 sono andati incontro a fallimento, fermando al 2,4% l’incidenza di fallimento (Grafico 1). In 6 casi il fallimento si è verificato in pazienti dediti al tabagismo ed in altri 12 in pazienti con storia di pregressa parodontite.

Restringendo l’analisi ai pazienti sottoposti a programma di mantenimento (209 pazienti e 682 impianti), l’incidenza di fallimento scende all’1,6% (11 impianti falliti) (Grafico 2). Il sondaggio in 6 punti di questi siti implantari ha permesso di valutare che solo il 15% di essi presentano PPD ≥ 4mm (Grafico 3).


Inoltre, su 682 impianti in mantenimento, in 33 casi è presente perimplantite, in 309 mucosite ed i restanti 340 siti sono in condizione di salute perimplantare (Grafico 4).

Analizzando infine i dati relativi ai valori medi di indice di placca (PI) e di sanguinamento (BOP) secondo O’Leary, sono state individuate sostanziali differenze tra i pazienti in mantenimento che hanno sofferto fallimento implantare e non. I primi mostrano valori medi di PI e BOP rispettivamente maggiori del 24,8% e del 9% (Grafico 5).

Conclusioni. Il trattamento della malattia perimplantare non è risolutivo nel caso in cui si manifesti in forma di perimplantite. Inoltre, i tessuti perimplantari sono più suscettibili alla lesione infiammatoria rispetto ai tessuti parodontali. Sulla scorta di queste considerazioni appare quindi evidente l’importanza di inserire i pazienti riabilitati con implanto-protesi in un programma di mantenimento che sia occasione utile a prevenire ed intercettare tempestivamente la comparsa di fenomeni infiammatori dei tessuti perimplantari e parimenti l’insorgenza di problematiche meccaniche localizzabili ai dispostivi implantari e/o protesici. L’abbattimento del tasso di incidenza di fallimento osservato nell’ambito di questo studio, benchè non siano stati indagati i fenomeni microbiologici alla base di questo risultato, può essere ritenuto probatorio dell’efficacia di un simile atteggiamento clinico.

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